
8 cose imperdibili che abbiamo imparato sull’intelligenza artificiale all’AI Festival 2025
8 cose imperdibili che abbiamo imparato sull’intelligenza artificiale all’AI Festival 2025
Tempo di lettura: 6 min
“L’AI ci ruberà il lavoro?” è forse una delle domande che abbiamo sentito più spesso all’AI Festival 2025, che si è svolto il 26 e il 27 febbraio a Milano. Insieme a tante curiosità e desiderio di conoscenza, questo era uno tra i mille quesiti che ci frullavano in testa in quei giorni e a cui volevamo dare risposta (te lo stai chiedendo anche tu, vero? Leggi tutto l’articolo e troverai quello che cerchi 🦩).
L’AI Festival 2025, la seconda edizione del Festival Internazionale dedicato all’Intelligenza Artificiale organizzato da Search On, powered by WMF, We Make Future, è stato molto più di un appuntamento di formazione: è stato un vero e proprio laboratorio, da cui attingere contenuti, analisi, riflessioni e ispirazioni, e un’occasione unica di networking, insieme a 10.000 partecipanti, aziende, startup innovative e grandi ospiti di brand internazionali. Abbiamo partecipato a panel e speech di esperti da tutto il mondo, vivendo un’esperienza che ha aumentato le nostre conoscenze e ci ha fatto respirare il futuro, facendo così empowering delle competenze per migliorarci ogni giorno, non solo per stare al passo con i tempi ma per poterli guidare e anticipare.
Siamo tornati dall’AI Festival con tante idee frizzanti e magenta, sei curiosə di sbirciare tra i nostri appunti? Ci siamo preparati 😊 Li abbiamo sistemati, organizzati e abbiamo creato una lista di tutto quello che abbiamo imparato sull’Intelligenza artificiale: ognuna delle Menti Felici presenti al Festival ha selezionato, rispetto al proprio ruolo in HappyMinds, 1 cosa che si è portatə a casa e che non vedeva l’ora di condividere.
Ecco dunque una lista di 8 cose imperdibili, che pensiamo dovresti proprio sapere su strumenti, trend e topic che influenzeranno lo sviluppo dell’AI nei prossimi anni.
Fanne buon uso, che la forza l’AI sia con te 🦩
1. “Geopolitica, search generative experience e…umanità!”
Curato da Lidia Marongiu, CEO & Founder
Dall’AI Festival, è emersa la consapevolezza che non possiamo più osservare l’intelligenza artificiale solo come una tecnologia ma dobbiamo essere consapevoli di tutte le implicazioni geopolitiche che lo sviluppo dell’AI si porta dietro. L’impatto ad esempio che Deep Seek ha avuto (e ancora avrà) nello scenario geopolitico internazionale è incredibile: DeepSeek non è solo un player tecnologico, ma una leva strategica per la Cina nella corsa all’egemonia digitale. Il messaggio è chiaro: l’intelligenza artificiale non è più (solo) un affare di Silicon Valley. È terreno di confronto tra modelli di governance, infrastrutture e visioni del futuro. Comprendere questa dinamica è cruciale se vogliamo davvero capire dove ci stanno portando le innovazioni sull’AI.
Un altro tema molto importante che mi ha fatto riflettere è il cambiamento – già in atto – nella nostra relazione con la conoscenza: la Generative Search sta riscrivendo le regole del gioco. Secondo la ricerca Omnichannel Search in Italy 2025 (FIND), infatti le nuove generazioni – in particolare la Gen Z – si stanno già affidando più ai motori conversazionali che ai motori tradizionali per apprendere, conoscere e studiare.
Con il suo invito a non perdere il valore dell’intuizione umana nella creazione dei contenuti, Giorgio Taverniti durante il suo speech ci ha regalato uno dei momenti più d’ispirazione.
“La scrittura è parte del nostro processo cognitivo, la nostra impronta nel mondo. Non rinunciamoci.” Ecco: è questa la lesson più bella dell’AI festival che mi porto a casa.
2. “AI: Regolamentazione vs Innovazione”
Curato da Laura Spanu, Head of Data & IT
Uno dei dibattiti più accesi del Festival dell’AI è stato il rapporto tra regolamentazione e innovazione. Spesso si tende a vedere questi due elementi in opposizione, ma il vero obiettivo è trovare un equilibrio che garantisca uno sviluppo dell’IA responsabile e sostenibile.
Il dibattito tra regolamentazione e innovazione nell’AI non è una contrapposizione, ma una questione di equilibrio. Regolamentare non significa bloccare il progresso, bensì guidarlo in modo responsabile. L’AI Act non è solo un insieme di vincoli, ma un framework per garantire trasparenza e affidabilità. Tuttavia, senza innovazione, si rischia la stagnazione. Un aspetto fondamentale è la qualità dei dati: modelli basati su dati distorti possono generare bias e discriminazione. Serve passare da un’innovazione caotica a una strategica, integrando principi etici e standard internazionali. La sfida non è se regolamentare, ma come farlo senza soffocare il potenziale dell’AI.
Se vuoi sapere di più sull’AI Act, trovi qui l’articolo di Michele Santoro che spiega in modo semplice cosa c’è da sapere e cosa deve fare la tua azienda per essere AI Act-compliant.
3. “Il futuro è quantico”
Curato da Vito Lioce, CTO & Web Developer
Si è parlato molto anche di reti quantiche, e due interventi sono stati particolarmente illuminanti. Il primo è stato quello di Sara Capponi di IBM, dedicato alle reti neurali. Il secondo, tenuto da Simone Severini di Amazon, ha fatto luce sul Quantum Computing e sul suo potenziale. E ovviamente si è parlato anche di Majorana-1, il mega chip quantico sviluppato da Microsoft, l’integrazione del chip nello sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbe rivoluzionare il settore, grazie alla sua capacità di risolvere problemi estremamente complessi in tempi ridotti. Questo permetterebbe di accelerare l’addestramento dei modelli AI e affrontare sfide oggi irrisolvibili, come simulazioni molecolari e ottimizzazioni su larga scala. Inoltre, la stabilità dei qubit topologici garantirebbe sistemi più affidabili ed efficienti, riducendo gli errori nei processi decisionali automatizzati.
4. “Less Pilotitis, More Literacy per la Business Transformation”
Curato da Michele Santoro, Head of Project Management
La “pilotitis”, ovvero la tendenza a utilizzare l’AI per esperimenti e test frammentati senza una visione strategica a lungo termine, rappresenta un grande ostacolo che le aziende devono affrontare. Questa pratica impedisce una vera trasformazione digitale, rendendo l’AI un mero strumento di sperimentazione invece che un vero fattore di cambiamento. La chiave è un processo di alfabetizzazione – ora diventata anche obbligatoria secondo l’AI Act – per promuovere un utilizzo consapevole e responsabile dell’AI. Investire in formazione non solo aiuta a rispettare le normative, ma aiuta a sviluppare una cultura aziendale che veda nell’AI non un esperimento isolato, ma una leva strategica integrata e trasformativa.


5. “L’AI come alleata per la content creation e l’ottimizzazione del lavoro”
Curato da Zac D. Inzerillo, Social Media Manager
L’intervento di Roberto Nardini ha fornito una panoramica aggiornata sulle ultime evoluzioni di ChatGPT, Perplexity e Gemini, mostrando come questi strumenti possano supportare l’intero processo creativo: dal brainstorming alla generazione di testi e immagini, fino all’ottimizzazione dei workflow.
Particolarmente interessante è la panoramica sugli ultimi aggiornamenti di ChatGPT: in particolare, il focus sull’ultimo aggiornamento prevede nuove capacità del modello nel generare contenuti sempre più precisi e personalizzabili. Anche Perplexity riserva grosse novità: grazie alla possibilità di fare ricerche Social Focus, che analizzano i contenuti dai social media per identificare trend emergenti e il sentiment del pubblico, permettendo così di affinare le strategie comunicative in tempo reale. Symphony Assistant è l’assistente virtuale basato su intelligenza artificiale sviluppato da TikTok e progettato per supportare i creator nella scrittura di script e nella creazione di contenuti ottimizzati per la piattaforma. Grazie alla sua integrazione con il TikTok Creative Center e Adobe Express, offre un supporto prezioso per chi lavora con i social media e ha bisogno di suggerimenti su formati, trend e modalità di engagement più efficaci.
L’idea chiave? L’AI non sostituirà la creatività umana, ma ne potenzierà l’impatto, combinando intuizione, tecnologia e strategia.
6. “Ma è vera o l’hai fatta con l’Intelligenza artificiale?”
Curato da Selene Fiorino, Graphic Designer & Illustrator
“L’arte non è mai stata una questione di strumenti, ma di visione.”
Andrea Crespi.
Questa idea è stata il filo conduttore dell’intervento, curato da Rebecca Pedrazzi, sull’arte nell’epoca dell’Intelligenza artificiale.
Esplorando a fondo il concetto di AI Art, intrecciando riferimenti storici, filosofici e contemporanei, ha mostrato come l’intelligenza artificiale possa rappresentare una nuova modalità di creazione e di dare vita all’espressività e all’arte.
Da Aristotele a Kant, da Nietzsche a Heidegger, fino ai pionieri della computer art come Georg Nees, Michael Noll e Frieder Nake, è emerso un percorso che collega la riflessione filosofica sul senso dell’arte alle più recenti innovazioni nelle intelligenze artificiali generative. Un esempio significativo è stato il caso di Jason Allen, vincitore del concorso d’arte della Colorado State Fair con Théâtre D’opéra Spatial, un’opera creata tramite Midjourney. Sebbene Allen non abbia mai impugnato un pennello, la sua visione e capacità di guidare la macchina sono state decisive, dimostrando che l’IA non può esistere senza l’intuizione umana.
La domanda è l’IA può superare l’artista? Può uccidere la creatività? L’Intelligenza artificiale, se usata con consapevolezza, espande i confini dell’immaginazione umana, aprendo nuove strade per una fruizione immersiva e innovativa dell’arte.
7. “L’Intelligenza artificiale nel marketing: dati, KPI e il futuro della SEO”
Curato da Viola Liverani, Project Manager & Inbound Marketing Specialist
L’intelligenza artificiale ha già rivoluzionato il marketing digitale, ma spesso viene impiegata senza una vera strategia. Un esempio? La creazione di contenuti: senza KPI chiari e metriche precise, anche il miglior video rischia di passare inosservato. Non è (solo) questione di creatività, ma di obiettivi e dati.
Qui entra in gioco l’AI: non solo può generare contenuti, ma può aiutarci a identificare i KPI giusti per misurarne il successo. Strumenti avanzati di analisi predittiva possono individuare pattern di engagement, suggerire formati vincenti e ottimizzare la distribuzione. Perché il contenuto perfetto non è solo quello ben fatto, ma quello che funziona.
Dati interessanti:
- Il 90% del contenuto digitale sarà generato dall’AI entro il 2026 (fonte: Gartner).
- Le aziende che utilizzano AI per il content marketing hanno un ROI superiore del 40% rispetto a chi non lo fa (fonte: HubSpot)
E il futuro della Seo? L’AI non sostituirà la SEO, ma la renderà più strategica e complessa. Google sta integrando AI nella ricerca: con la funzione Search Generative Experience (SGE), Google cambierà il modo in cui vengono mostrati i risultati.
Per chi vuole approfondire la logica dietro i modelli di AI, un libro chiave è “Data Science from Scratch” di Joel Grus. Insegna a costruire modelli AI senza bisogno di librerie avanzate, partendo dai fondamenti.
8. “AI collaborativa: è nostra collega nel team di lavoro”
Curato da Elisabetta Coffari, Content Manager
Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 perderemo circa 90 milioni di posti di lavoro, ma nasceranno ben 170 milioni di nuovi legati all’AI. Questo dato evidenzia che, nonostante la trasformazione radicale del mercato, l’equilibrio risulta decisamente positivo. Inoltre, un altro dato incoraggiante è legato all’incremento degli stipendi; infatti acquisire competenze nell’ambito dell’intelligenza artificiale potrà far aumentare lo stipendio fino al 25% (fonte: McKinsey).
Questi numeri non devono alimentare il timore di una sostituzione dell’AI, bensì ispirarci a reinventare il nostro modo di lavorare. L’AI non è infatti una nemica ma una collega: uno strumento che, se utilizzato in modo attivo e non passivo, può amplificare le nostre competenze e farci risparmiare tempo ed energie, supportandoci nei processi.
Il vero vantaggio risiede nell’integrare la tecnologia con il pensiero critico e la capacità di percepire e rappresentare la realtà in maniera autentica, caratteristiche intrinsecamente umane che le macchine non possono replicare.
La sfida è dunque nell’imparare a far dialogare l’AI con il nostro talento, trasformando le innovazioni tecnologiche in opportunità di crescita e di valore aggiunto per il nostro lavoro.
L’esperienza del Festival sull’AI ha rafforzato la nostra convinzione che l’intelligenza artificiale rappresenti non solo una sfida tecnologica, ma soprattutto un’opportunità per creare un futuro migliore. Ma il futuro è già qui: fatto di collaborazione, responsabilità e, soprattutto, una voglia inarrestabile di innovare.
Ps: dobbiamo farti una confessione: abbiamo ancora tanti altri contenuti e novità da raccontarti, ma non potevamo svelarti tutto subito. Questo è solo un assaggio!
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🦩Disclaimer: Questo contenuto è ideato da HappyMinds e realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale.